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Memento mori ![]() (фото из фликра) Andrea Previtali, Ritratto d'uomo e memento mori, circa 1502, Museo Poldi Pezzoli, Милан. На одной стороне — портрет юноши; на другой стороне — череп ("Memento mori"). ![]() ![]() Questa preziosa opera è uno degli esempi più alti dell’abilità ritrattistica di Andrea Previtali, soprannominato Cordeliaghi perché figlio di un commerciante di corde e aghi. Nato vicino a Bergamo, si era formato a Venezia nella bottega di Giovanni Bellini, come è confermato dalla firma in latino sul retro del dipinto: "Andreas Cordelle Agi Discipulus Iohannis Bellini Pinxit". Questa piccola tavola è databile intorno al 1502, agli anni giovanili del pittore fortemente influenzati dallo stile del maestro. Sebbene l’identità del personaggio sia sconosciuta, il tipo d’acconciatura e il copricapo fanno supporre che l’uomo fosse veneziano. Il colore acceso dello sfondo e la massa scura dei capelli e del berretto mettono in risalto, per contrasto, le delicate sfumature dell’incarnato del volto. Il teschio dipinto sul retro della tavola è un chiaro riferimento alla transitorietà di ogni bellezza terrena e della gioventù, quasi un contrappunto all’intensa vivacità dello sguardo dell’uomo. L’iscrizione latina, che recita "Questa è la bellezza, questa è la forma che rimane. Questa legge è uguale per tutti" rende ancora più esplicito il concetto. Il teschio dipinto in posizione capovolta rispetto al ritratto indica che la tavola era destinata a essere ruotata. L’opera, acquistata nel 1882 da Giuseppe Bertini, il primo direttore del Museo Poldi Pezzoli, è uno dei ritratti più amati del Museo. |
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