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Пишет AB/7A ([info]ab7a)
@ 2017-11-12 22:15:00


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Memento mori

(фото из фликра)

Andrea Previtali, Ritratto d'uomo e memento mori, circa 1502, Museo Poldi Pezzoli, Милан.

На одной стороне — портрет юноши; на другой стороне — череп ("Memento mori").






Questa preziosa opera è uno degli esempi più alti dell’abilità
ritrattistica di Andrea Previtali, soprannominato Cordeliaghi perché
figlio di un commerciante di corde e aghi. Nato vicino a Bergamo, si
era formato a Venezia nella bottega di Giovanni Bellini, come è
confermato dalla firma in latino sul retro del dipinto: "Andreas
Cordelle Agi Discipulus Iohannis Bellini Pinxit". Questa piccola
tavola è databile intorno al 1502, agli anni giovanili del pittore
fortemente influenzati dallo stile del maestro.

Sebbene l’identità del personaggio sia sconosciuta, il tipo
d’acconciatura e il copricapo fanno supporre che l’uomo fosse
veneziano. Il colore acceso dello sfondo e la massa scura dei capelli
e del berretto mettono in risalto, per contrasto, le delicate
sfumature dell’incarnato del volto.

Il teschio dipinto sul retro della tavola è un chiaro riferimento alla
transitorietà di ogni bellezza terrena e della gioventù, quasi un
contrappunto all’intensa vivacità dello sguardo
dell’uomo. L’iscrizione latina, che recita "Questa è la bellezza,
questa è la forma che rimane. Questa legge è uguale per tutti"
rende
ancora più esplicito il concetto. Il teschio dipinto in posizione
capovolta rispetto al ritratto indica che la tavola era destinata a
essere ruotata.

L’opera, acquistata nel 1882 da Giuseppe Bertini, il primo direttore
del Museo Poldi Pezzoli, è uno dei ritratti più amati del Museo.